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ChiQuandoComePerché

Scrivo perché i pensieri non ci stanno più, nella mia testa, e per dimenticare. Dimenticare l’aridità che mi circonda per troppe ore della mia vita. Lo faccio nei minuti di recupero.

Proverò a farlo con tutto ciò che mi passa per la testa, dandomi una semplice, ma spesso difficile, regola: partire, se e quando riesco, da una parola, spiegarne l’etimologia e scrivere qualcosa in poche righe. Perché, quando il tempo che resta è poco, la sintesi non è semplicemente un dono, ma diventa una necessità.
Il mio è un umile tentativo al tempo che non c’è.

Su significato ed etimologia delle parole, segnalo un’iniziativa molto originale e utile presente sul web: Una parola al giorno.it, progetto nato a Firenze dall’idea di due giovani poco più che ventenni, con l’intento – cito dal sito – “di riscoprire parole belle e poco conosciute, parole che usiamo nel quotidiano ma di cui ignoriamo il potenziale originale, parole, insomma, che ci permettano di arricchire di sfumature la tavolozza di colori che abbiamo a disposizione per comunicare. Le parole che proponiamo non sono scelte aprendo a caso un dizionario: dopotutto se alcuni termini sono fuori uso un motivo c’è. Proponiamo invece parole che secondo noi meritano di essere valorizzate, trovate in libri che leggiamo, colte in discorsi che ascoltiamo, scivolate in frasi che scriviamo. Non siamo un dizionario e non siamo dei linguisti. Il nostro intento è di pura condivisione divulgativa, e vogliamo che sia chiaro da subito che non c’è alcuna pretesa da parte nostra di atteggiarci ad esperti. La lingua è un patrimonio di tutti. Nel nostro piccolo, con la nostra modesta ricerca e i nostri personalissimi commenti cerchiamo di arricchirlo, restituendo ad ogni parola la sua peculiare e forte personalità – che troppo spesso si perde nell’affollamento silenzioso dei dizionari”.

Ovviamente, è gradita la collaborazione di tutti gli interessati. È infatti possibile proporre nuovi termini.
Gran bella idea. Perché la lingua dovrebbe essere patrimonio di tutti sul serio.

Ps: Nasco Michela, divento Miky per gli amici, all’occorrenza Ikimiky. Suona bene, Ikimiky, tra l’altro palindromo. Mi sento un po’ Mafalda, nome che ho usato anche come pseudonimo (col cognome Clarin). Suona bene pure “Mafalda Clarin”.
mail: m.damasco@gmail.com
twitter: @ikimiky

Pps: tutte le foto che pubblico o sono pubblicabili per espressa autorizzazione della fonte, o – per lo più – provengono dalla mia macchina fotografica, che siano copertine di libri e locandine in mio possesso o cose che vedono i miei occhi. La scarsa qualità delle foto lo dimostra.
La foto della testata e icona del blog l’ho scattata ad Artissima 2012.

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