Skip to content

Diritti delle lavoratrici e dei lavoratori prima di tutto

giugno 18, 2016

Allibire (ant. e pop. allibbire) v. intr. [lat. *allivēre, der. di livēre “esser livido”]  – Impallidire per paura, restare sbigottito.

cropped-macchina_scrivere1Poniamo il caso che tu (io, noi, voi, loro) sia iscritta/o al sindacato (l’unico) di una certa categoria e che, in un giorno qualunque, riceva via mail questo comunicato:
“La Federazione nazionale V, l’Associazione W, l’Associazione X e l’Associazione Y chiedono l’immediata apertura di un tavolo di confronto e fanno appello alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché vigili su quanto accade all’interno dell’agenzia Z, beneficiaria di una convenzione con il governo, per evitare il perdurare di situazioni di concorrenza sleale. Si è infatti creata una situazione di palese violazione delle regole contrattuali che l’azienda ha cercato di sanare con un’inaccettabile intesa sindacale aziendale. C’è motivo di ritenere che tale accordo non sia scaturito da una libera contrattazione tra azienda e Comitato di redazione, ma da un ricatto messo in atto nei confronti dei lavoratori. Sono state peggiorate le condizioni dei giornalisti senza che ce ne fossero i presupposti, considerato che l’azienda è stata protagonista di recenti acquisizioni e anche nei documenti ufficiali parla di una situazione economica florida. Ancora più grave è il fatto che i lavoratori che si sono rifiutati di sottoscrivere l’accordo sono stati vittime di comportamenti professionalmente discriminatori. V e W, X, Y promuoveranno tutte le azioni a tutela dei giornalisti di Z” (comunicato originale qui).

Eh? Ti suona strano, non capisci.

Il giorno dopo, arriva la replica dell’agenzia chiamata in causa, a tre livelli: dal CdR (quello con cui il sindacato dovrebbe comunicare e interfacciarsi, mentre non sarebbe stato informato, il comunicato qui); dal direttore, che, stupito, parla di accuse senza fondamento (comunicato qui); dall’editore, che, giudicando l’iniziativa sindacale “molto grave, sia perché è totalmente infondata, sia perché” il comunicato “è stato emanato senza alcuna preventiva informazione e condivisione dello stesso con il direttore e con il comitato di redazione. Dato quest’ultimo che, prima di ogni altro, dimostra che l’iniziativa non è stata motivata, come invece vorrebbe farsi apparire, da esigenze di tutela dei giornalisti della nostra agenzia, ma da tutt’altre e non meglio chiarite finalità”, ricostruisce una determinata dinamica, espone il proprio punto di vista e chiude sottolineando che, “Vista la palese falsità delle notizie diffuse con il comunicato sindacale”, “gli autori si assumeranno in tutte le sedi competenti le loro responsabilità” (comunicato intero qui).

Mettiamo che continuino a mancarti elementi per capire e valutare, che un editore non possa che tirare acqua al suo mulino. Ci sono aspetti che nel suo comunicato non ti tornano, ma ci sta, in fondo è un editore.

Ecco, però, la controreplica sindacale, che hai ricevuto di nuovo via mail:
“Se con l’annuncio di iniziative giudiziarie l’editore dell’agenzia Z pensa di intimidire o mettere paura al sindacato dei giornalisti si sbaglia e avrà modo di accorgersene presto. L’annunciata querela per diffamazione ci darà infatti l’opportunità di dimostrare in un’aula di giustizia la fondatezza dei rilievi mossi nei confronti di un editore che, come si evince dai toni e dal contenuto, a tratti esilaranti, del comunicato diffuso, ha una concezione dell’impresa editoriale degna di quella di un padrone delle ferriere. È inequivocabile, oltre che facilmente dimostrabile, quanto sostenuto dal sindacato, ossia che l’editore di Z ha costretto i propri giornalisti ad accettare trattamenti peggiorativi rispetto a quelli riconosciuti dal contratto nazionale di lavoro. È dovere del sindacato denunciare questa situazione e chiedere l’intervento delle istituzioni pubbliche, considerato che l’editore in questione usufruisce dei benefici di una convenzione con il governo. L’editore, che ha sempre rifiutato il confronto con il sindacato, sarà chiamato a rispondere del proprio atteggiamento nelle competenti sedi giudiziarie, nelle quali sarà denunciato per comportamento antisindacale” (comunicato originale qui).

Mettiamo che continui a capirci poco, che ancora non trovi gli elementi per valutare la situazione nel suo insieme.
Qualcosa però ti pare di averla capita: l’ultima replica sindacale ha un che di “personale” che cozza con il suo ruolo. Parla di toni e contenuto dei rilievi mossi dall’editore “a tratti esilaranti”, senza però spiegare cosa non va nello specifico. Cosa non funziona. Cosa non è palesemente vero (mentre qualcosa ti sa che c’è, a prescindere da ciò che è davvero successo). Paragona l’editore a un “padrone delle ferriere” senza argomentare. Alla minaccia delle aule di tribunale risponde con la stessa moneta, chiedendo l’intervento delle istituzioni pubbliche.
In tutto questo, ci sarebbe un piccolo dettaglio: una redazione, i cui diritti andrebbero tutelati. Un comunicato del CdR, ampiamente snobbato.

Ora passiamo dal “tu” impersonale all’io.
Io, che tutto sono tranne che aziendalista.
Io, che nonostante tutto credo ancora nel diritto al/del lavoro dignitoso e delle lavoratrici/dei lavoratori.
Io, che più e più volte mi son sentita dire di accettare pure situazioni impossibili e impugnabili, di chinare la testa e andare avanti, ché c’è crisi e bisogna accettare tutto, di questi tempi.
Io, che su questo caso specifico – si dovrebbe parlare, con lavoratrici e lavoratori, per provare a capire e agire – qualcosa in più so e a maggior ragione sono allibita. Anzi, proprio incazzata.

Ps ho volutamente usato lettere generiche al posto dei nomi delle parti in causa perché certe situazioni potrebbero capitare a prescindere dai nomi (forse sì o forse no, forse alla fine i nomi contano sempre). Comunque gli elementi per capire di chi si parla ci sono e si trovano facilmente.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: