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C’è chi

maggio 17, 2016

Consapevole agg. (composto dalla particella con e antiquato sapévole, derivato dal verbo sapère): Informato di un fatto; più com., essere c., avere coscienza. Ant., di persona che, essendo a conoscenza d’un fatto, se ne rende in qualche modo complice.

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books_beerC’è chi sa scrivere, e dovrebbe farlo più di quanto riesca.
C’è chi conosce poco la lingua italiana, eppure scrivescrivescrive pensando di farlo “bene”.

C’è chi ti cita e pretende di spiegarti le regole grammaticali, senza conoscerle.
C’è chi, semplicemente, le conosce e le usa.

Ci sono giornaliste/i brave/i che dovrebbero solo fare il mestiere, ma non possono.
Ci sono non giornaliste/i che pensano di fare il mestiere e si raccontano/raccontano di essere tra le/i migliori sulla piazza.

C’è chi si dice “scribacchino”(/a) e invece è molto altro.
C’è chi manco è “scribacchino”(/a) e invece pensa di essere chissà chi.

C’è chi pensa di essere scrittrice/scrittore e forse non lo è o, perlomeno, in quanto tale lascia un po’ a desiderare.
C’è chi non si rende conto di essere scrittrice/scrittore eppure scrive (e bene) nel suo troppo scarso tempo libero.

C’è chi ci si presenta dicendo “Io sono uno scrittore (/scrittrice)” e che molto probabilmente non leggerò mai.
C’è chi un libro l’ha pubblicato grazie solo alle proprie forze, con tanto di recensione su un quotidiano nazionale, e si schermisce se la/lo chiami scrittrice/scrittore.

C’è chi pensa di aver sempre da imparare, quando in realtà sa già tanto.
C’è chi pensa di sapere tutto o quasi, quando in realtà sa molto poco.

C’è il giornalismo, quello bello, quello vero (e sempre più raro).
C’è lo pseudogiornalismo, quello che non vorremmo più leggere.

C’è chi non sa di cosa stia parlando, ma parte dal presupposto che “Massì, in fondo cosa ci vuole…”.
C’è chi sa di cosa parla, di cosa si occupa, sa che in fondo ci vuole qualcosa eccome e lo fa.

C’è la simpatia naturale.
C’è la simpatia artificiosa, forzata.
(La differenza c’è e si vede, non siamo tutti scemi, pochi cazzi).

C’è l’umiltà.
C’è l’arroganza.
(ripeto: la differenza c’è e si vede, non siamo tutti scemi, pochi cazzi).

La differenza sta nelle piccole cose? Forse no, in cose grandi da una parte e minuscole dall’altra.
Inutile dire da che parte sto, e vivo.

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