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Donne e ’ndrangheta

marzo 30, 2015

Onore, s. m. [lat. honos (o honor) -ōris]: reputazione, valore morale (significato su Una parola al giorno).

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La locandina del film

La locandina del film

Una decina di persone all’unico e ultimo spettacolo serale, di sabato, in una sala da oltre 100 posti, l’unica in tutta Torino in cui è presente: già questo mi “ben dispone” verso un film. La verità è che, se vado da sola al cinema, come mi capita spesso, mi piace quando c’è poca gente, il che è difficile se non impossibile, di sabato sera. Per questo film appena uscito, però, in fondo poteva essere prevedibile. Sono state tante le nuove uscite in settimana e per giunta di film più mainstream e divertenti.

Certo, poi il film in questione può anche deludere, ma non è il caso de La terra dei santi, lungometraggio d’esordio di Fernando Muraca. Intanto, perché le storie di “mafia” mi attirano, sia su carta, sia su video: poi, perché quando la mafia in questione è l’ndrangheta, mi attirano ancora di più.

A maggior ragione se ne danno un taglio a suo modo nuovo – anche perché l’ndrangheta al cinema è in sé una novità – e originale. Così è stato per Anime nere, prima come romanzo di Gioacchino Criaco, poi come film diretto da Francesco Munzi. Così è per il lungo di Muraca, basato sul romanzo Il cielo a metà di Monica Zapelli, già sceneggiatrice de I cento passi.
C’è un che di selvatico, in entrambi, che rende bene quella realtà: in video, una fotografiafredda”, con contrasti forti, gioca il suo bel ruolo.

Ne La terra dei santi, l’originalità del taglio sta nella visione femminile: quella della magistrata (Valeria Solarino), che l’ndrangheta la batte, e quella delle donne dei boss, la forte, fedele e convinta, Caterina (Lorenza Indovina) e la più debole perché a un certo punto colpita in ciò a cui tiene di più, Assunta, sorella minore di Caterina (Daniela Marra).

Ci sono l’importanza della maternità, la forza e al tempo stesso l’impotenza delle donne d’ndrangheta. Ci sono le donne che si contrappongono e a loro volta sono combattute, tra la legge, l’appartenenza alla famiglia e il legame coi propri figli.
L’insieme funziona. Brave attrici (Indovina spietata) e attori, primo fra tutti Ninni Bruschetta.
Giusta la lunghezza e la decisione di tagliare a quel punto, al confronto tra la donna dell’ndrangheta ferita e disperata e la magistrata.

[Vado a memoria]
“Se vi racconto tutto, me lo ridate a mio figlio?”.
(Sospiro) “Ne stai crescendo un altro per farlo entrare nell’esercito?”.
“Se va bene. Se va male, nasce femmina”.

 

Ho letto che, tra le ingenuità, ci sarebbe troppo dialetto incomprensibile. Non me ne sono accorta, ma forse perché sono mezza calabra.

 

La terra dei santi, 2015
Regia di Fernando Muraca
con Valeria Solarino, Ninni Bruschetta, Lorenza Indovina, Tommaso Ragno, Marco Aiello, Piero Calabrese, Daniela Marra, Giuseppe Vitale, Francesco Colella

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