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Ruminante col sorriso

giugno 24, 2014

Rimuginare (dal lat. muginari, che ha lo stesso significato, con l’aggiunta del pref. ri-) – Agitare rimescolando o rivoltando. Raro in senso proprio, è invece comune in senso figurativo, agitare nella mente o nel cuore, pensare molto e a lungo sopra una cosa, quasi rivolgendola in tutti i versi.
Il sito di Una parola al giorno associa il termine, in senso figurato, a “ruminare”, dandone anche una connotazione positiva: “il grande ruminante, flemmatico, se ne sta immobile a masticare a lungo, sembra che mediti, pensieroso, come chi mastica con lo sguardo perso nel vuoto poco avanti al piatto. L’immagine è meravigliosa e chi ha la fortuna di aver visto in vita sua un ruminante che – bontà sua – rumina, intenderà perfettamente il sentimento di calma meditativa e intenta del ruminare. Ruminerà chi ha appena concluso un litigio, in bilico fra la protezione del gonfio orgoglio ferito e un onorevole «scusa», assorto in sé; ruminerà sorridente chi, non volendo usar scortesia alla padrona di casa, tenti di masticare e mandar giù un risotto di zucca fibrosissimo; ruminerà chi si sta tenendo un universo dentro e se lo sta vivendo a fondo, in attesa di trovare qualcuno con cui parlarne”.

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happyA ormai otto anni dalla “prima volta”, è normale che tu te lo chieda. Quando cacchio finirà? Quando riuscirai a smetterla di rimuginare su cosa non è stato, chiedendoti cos’avresti potuto fare perché andasse diversamente?
Forse tutto. Forse niente. Ormai non puoi saperlo. Avresti potuto fare tutt’altro e forse sarebbe finita nello stesso modo. Può essere stata un po’ colpa tua o forse le condizioni erano avverse e non potevi farci nulla a prescindere. Soprattutto, però, sti pensieri ormai scattano puntuali ogni due anni, in concomitanza con gli Europei, e soprattutto con i Mondiali, di calcio.

Avresti voluto occuparti di storie. Ti sarebbe bastato il lavoro sporco, quello che nessuno di solito vuole fare – e fortuna che hai incrociato chi ti ha fatto conoscere anche l’importanza di quel lavoro sporco o… no, certi incroci a lungo andare non permettono alla ferita di cicatrizzarsi, anche se una parte di te sorride, di fronte a certi ricordi.

Correva il 2006, siamo nel 2014: altro Mondiale, altra nostalgia. Finirà? Forse no.
Come cantava Max Gazzè, se ti sfugge il motivo e la ragione delle cose molto probabilmente c’è un motivo e c’è una ragione ma non fanno per te.

Meglio sorridere, anche ruminando, con la storia di Valentina e dell’hockey in Tanzania, con tutta la voglia, di fare e di vivere, che sprigiona questo video, “We are happy from TANZANIA – Pharrell Williams”.

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