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Petite madeleine amara

giugno 17, 2014

Trascéndere (ant. transcéndere) v. tr. [dal lat. transcendĕre «oltrepassare, montare al di sopra», comp. di trans- «trans-» e scandĕre «salire»] – 1. a. letter. superare; b. In filosofia, esistere al di fuori o al di sopra di un’altra realtà; andare al di là, superare, sorpassare un certo ambito o limite della conoscenza o della realtà. 2. Nel linguaggio corrente, con uso assol. o intr. (aus. avere), andare oltre i limiti imposti dalla convenienza, da un giusto equilibrio, dalla buona educazione.

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hockeyCerte sensazioni da “petite madeleine” di Proust possono spuntare quando meno te l’aspetti e andare ben al di là di suoni, odori o sapori che ti riportano alla mente qualcosa che non avevi calcolato di ricordare. Anche un fatto triste, brutto e ingiusto può riportare a galla un ricordo che era solo sopito dentro di te, ma ancora vivo e in sé bello.

Come una Coppa dei Campioni di hockey su prato, tanti – ormai troppi – anni fa: tu nella formazione titolare, ma panchinara pressoché sempre e felice solo di esserci. In campo, una delle tue squadre più forti e cazzute di sempre, a giocarsela con fenomene del calibro di Britta Becker (primo tempo contro la sua squadra, tedesca, storicamente a reti inviolate, malgrado i numerosi corner corti a loro favore. E sapevano fare davvero male, quelle, su azione di corto).

Faceva freddo, a Londra, in quei giorni. In panchina, ancora di più. A scaldarci c’era, però – lo indossavamo a turno perché era il più caldo di tutti – un giubbottone lungo fino alle ginocchia, di una marca cara, di qualcuna che in campo ci stava sempre. Determinata, venuta a giocare con noi da un’altra squadra, azzurra per anni. Appassionata di hockey, da sempre e fino alla fine. Ridendo, in quei giorni, diceva che quel giubbottone le era costato un botto (tipo la tredicesima o quattordicesima).

Mi è venuto in mente così, il giubbottone, senza prevederlo, ieri. Pensando a quella persona determinata, appassionata di hockey e sorridente che ora saluto con un moto di tristezza.

Ciao Silvana.

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