Skip to content

#LaLunanera (editoriali mancati)

marzo 13, 2014

Stuccare [derivativo di stucco, dal longobardo *stuhhi “intonaco”]: applicare sulla superficie di un oggetto, con una spatola flessibile, dello stucco. Traslato, riempire fino alla sazietà, fino alla nausea; in senso figurato, annoiare, infastidire.

___

luna_neraÈ difficile non ricordare Cloris Brosca nel suo ruolo di zingara, in un programma andato in onda su RaiUno negli anni 90. Tra le carte, Cloris aveva la luna nera, simbolo di sciagura e, nel gioco, di sconfitta. Quando girava quella carta lì, partiva la musichetta mentre diceva: “La lunaaa neraa”.

Mi porto dietro da un po’ questa immagine, tramutata in hashtag per essere al passo col tempo dei social – in ogni posto di lavoro, si sa, si tira avanti come si può. In sé, l’hashtag sta a indicare qualcosa di esagerato, esasperato: lo usiamo per i toni enfatici, assolutamente fuori luogo e stucchevoli ridendoci un po’ su.

Niente, da qualche ora #LaLunanera (con tanto di vocina d’accompagnamento) campeggia nella mia testa. Colpa di #LaSvoltabuona: prima un hashtag (ne ho scritto qui: Attacchi di pezzi mai scritti), poi un programma per i prossimi tre mesi, lanciato in pompa magna al termine del consiglio dei ministri di ieri.

Beh, agli annunci di un certo tipo, altisonanti tanto quanto vuoti, sono abituata, e non credo solo io. Sono ormai più di quattro anni che, volente o nolente, mi occupo delle vicende politico-economiche del nostro Paesello, seguendo da vicino lavori di parlamento e governo. Anni fa, in pieno governo Berlusconi, un classico addetto ai lavori mi ha spiegato che il buon Tremonti, all’epoca ministro, si presentava in CdM con un bel foglio bianco. Perché tutto o quasi era ancora da scrivere, anche se ufficialmente ci dicevano di aver approvato questo e quello. Dopo Berlusconi sono arrivati altri (due? Tre? Tre, Renzie è il terzo dopo Monti e Letta), ma questa procedura è stata scrupolosamente rispettata.

Non è una questione di colore politico, insomma. A livello cromatico, siamo alla cupezza tipica del nero, anche se da ieri il colore ha fatto il suo ingresso trionfale nella saletta in cui si tengono le conferenze stampa dopo i consigli dei ministri.

Il fantastico hashtag #LaSvoltabuona, infatti, è stato anche usato per titolare l’informativa del premier “sui provvedimenti che si attueranno in materia di riforme costituzionali e sugli interventi di politica economica inclusa la riduzione del carico fiscale” (fonte comunicato di Palazzo Chigi).

Ora: tralasciamo pure le misure in materia di lavoro – il mitico Jobs Act: niente da fare, non vogliono capire che non si può arrivare da nessuna parte se si indeboliscono/azzerano le tutele dei pochi lavoratori rimasti in Italia – il “piano casa” e compagnia bella.

Concentriamoci su presentazione e documento.

Presentazione: per la prima volta – almeno da quei quattro anni e oltre che mi occupo di certi temi da vicino – il presidente del consiglio, invece di illustrare i principali provvedimenti esaminati/adottati con i ministri competenti, sale sul pulpito e mostra ai giornalisti una serie di slide. Solo dopo i ministri parlano, a parte, delle misure sulla carta approvate, quindi forse di maggior rilievo rispetto a una relazione su qualcosa che verrà, ma ancora non c’è. Toni a dir poco enfatici, in puro stile televendita (era fin troppo evidente e impossibile da sottacere).

Documento: in una parola, osceno. Intanto, stiamo parlando di 32 pagine di fuffa allo stato puro (tanto che Alessandro Robecchi ieri sera ha twittato #lafuffabuona). Poi, i toni sono allucinanti: “i compiti a casa”, “il nostro nemico è di quelli che «si è sempre fatto così»”, “cento giorni di lotta durissima per cambiare” e via discorrendo.

Una nota particolare la merita la grafica: colori accesi – predominano il viola e l’arancio – font grandi e spesso e volentieri in stampatello, immagini che hanno dell’incredibile: nella pagina del nemico, una bella katana in puro stile Kill Bill, in quella sulle misure che non rientrano nel documento un pesciolino rosso in boccia di vetro su cui Boris potrebbe chiedere i diritti. Nella pagina sul presunto taglio del cuneo fiscale, ecco comparire un bel carrello della spesa, così l’opera da venditore di pentole può dirsi completa: a caratteri cubitali, sotto la dicitura “L’economia svolta”, ecco un bel “+ 1000 euro netti all’anno a chi guadagna meno di 1500 euro al mese”.

Ah, il documento si trova a questo link: ovviamente è “pesante” e appena pubblicato ha dato problemi nella fase di stampa.

Sono per la chiarezza e la semplicità del linguaggio. Le leggi italiane sono scritte in modo astruso e chi se ne occupa non fa altro che replicare una lingua allucinante, in modo che i comuni cittadini, anche quelli che lo vorrebbero seriamente, non possano capire, come dovrebbe essere nei loro diritti. Non sono per i proclami sbandierati come rivoluzioni che sono tutto tranne che rivoluzioni, per i toni da campagna elettorale de noantri. Abbiamo tutte le pecche di questo e di altri mondi, la classe politica che ci governa in fondo ce la siamo scelta e blablabla. Però mo’ basta con certi toni, per di più da uno che si è presentato come il nuovo che avanza, che cambia tutto e in meglio. Non venitemi a parlare di “modo nuovo di comunicare”. Inutile dire quale stile comunicativo di un ex premier mi venga in mente. Eddai su.

Ps Se avessi scritto un editoriale, forse non avrei fatto cenno alla luna nera o l’avrei fatto diversamente. Cambiando l’ordine dei fattori, però, il senso sarebbe stato lo stesso. #daje

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: