Skip to content

Ricordi “imbottiti”

gennaio 23, 2014

Felicità s.f. [lat. felicĭtasatis, da felixīcis, dalla stessa radice di fecundus, quindi propr. «fertile»]: stato e sentimento di chi è felice; opportunità, convenienza, e in genere la qualità di ciò che è riuscito in modo eccellente.

___

Dettaglio della copertina di “Una storia” di Gipi

Dalla copertina di
“Una storia” di Gipi

Giornata lavorativa finita. A quest’ora, sì. Tanta stanchezza, ma, su RaiTre, da qualche minuto, va in onda il film La passione. Non era in programma, così come non era previsto che ieri pomeriggio morisse, dopo una lunga malattia, a 57 anni, il suo regista, Carlo Mazzacurati.
Non sono il tipo da commemorazioni su facebook od odiosi necrotweet, ma… mi spiace.
Mi spiace perché quel “regista poeta del Nordest”, come da tanti definito, mi piaceva.
Mi spiace perché, anche se me ne mancano tanti, ho comunque tutta una serie di bei ricordi legati ai suoi film.

L’ho citato solo pochi giorni fa, con un post su fb che aveva a che fare con tutt’altro: “«Imbottitura» mi fa venire in mente una sedia, la sedia l’ultimo film di Mazzacurati presentato in anteprima al TFF, l’ultimo film di Mazzacurati… tu sai”.

Io so. L’ultimo ricordo, in ordine di tempo, è infatti quello dell’edizione 2013 del Torino Film Festival, dove Mazzacurati ha ricevuto il premio per la carriera – bravo Virzì che ha deciso di darlo a lui – e ha presentato in anteprima La sedia della felicità, che uscirà nelle sale in primavera.

Dato che per la proiezione di domenica pomeriggio i biglietti sono esauriti fin dalla mattina, con un’amica decido di andare lunedì mattina: sono convinta sia in un cinema, a pochi minuti dall’inizio realizzo che avrei dovuto essere da tutt’altra parte. Corsa incredibile fino alla sala, entro a film iniziato, tutto buio, recupero un posto all’estremo angolo destro con la mia amica all’estremo opposto.
Sono affannata, affaticata e da alcuni giorni ho un tremendo dolore al collo-schiena. La visuale angolatissima fa abbastanza schifo.
Poi il film prende corpo e si rivela delizioso. Alleggerisce, fa sorridere, risolleva.
C’è bisogno di film così.
Merito della storia, anche un po’ fiabesca, della regia e degli interpreti: Valerio Mastandrea, Isabella Ragonese, ma anche i già diretti da Mazzacurati Giuseppe Battiston, Roberto Citran, Antonio Albanese, Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Natalino Balasso.

A ripensarci ora, il cast sembra essere stata un po’ una delle ultime volontà del regista, di avere cioè in un film che avrebbe potuto essere il suo ultimo gli attori che hanno fatto e frequentato il suo cinema.

Chissà. Mi viene però da pensare che sul set de La sedia della felicità di risate ne siano partite parecchie. Su twitter, Valerio Mastandrea, che di solito non si lascia andare a certe esternazioni, ha scritto “Ad un necrotweet tu risponderesti. Per questo già mi manchi vecchio. E mi mancherai”.

Di blablabla inutili sul regista, ancora più grande da morto come capita sempre, abbiamo occhi e orecchie pieni da ieri, li avremo domani e nei giorni a venire. Con tanto di coccodrilli un po’ affrettati e conditi da errori. Non ho nessuna intenzione di aggiungere altri blablabla inutili.

Mentre La passione prosegue e finisce (incredibile Battiston-Gesù e c’è pure Corrado Guzzanti), mi leggo il ricordo di Daniele Luchetti su minima&moralia.
Sorrido. Film così fanno bene. Andrò a rivedere La sedia della felicità al cinema, in primavera.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: