Skip to content

È Alitalia, bellezza

ottobre 29, 2013

Volare [lat. vŏlare, riferito agli uccelli, ma usato anche in senso fig. per indicare grande rapidità]: tra i diversi significati, spostarsi nell’aria con le ali o con organi di volo analoghi, riferito a uccelli; sostentarsi e muoversi nell’atmosfera o nello spazio, riferito ad aeromobili e a veicoli spaziali e alle persone stesse che vi sono trasportate; per estensione, librarsi e spostarsi nell’aria, ricadendo, riferito a oggetti molto leggeri o sospinti da una forza esterna.

____

Gabbiano, Playa Pilar, Cayo Coco, Cuba

Gabbiano, Playa Pilar, Cayo Coco, Cuba

I significati del verbo “volare” sono molteplici. Diciamo che, di solito, se non stiamo parlando del volo di uccelli o di “voli pindarici”, è facile che ci riferiamo a un volo con l’aereo.
Lo stesso che, sabato scorso, la nota compagnia di bandiera che stiamo salvando coi nostri soldi per l’ennesima volta ha negato a numerosi passeggeri diretti da Torino a Catania. Me compresa.

Antefatto. Ho riflettuto a lungo, prima di prenotare un volo che non ci sarebbe mai stato. Dovevo andare per un weekend a Catania per un ritrovo con amici. Le uniche opzioni, di sabato, da Torino, a un orario per me fattibile, erano due più o meno alla stessa ora: Meridiana alle ore 14.20 e AirOne (gruppo Alitalia) alle 14.25. La differenza di prezzo era minima, ma il volo di rientro da Catania, lunedì mattina, era un po’ più comodo come orario. Alla fine, pur tra mille incertezze – perché di Alitalia non mi fido da tempo – ho scelto di prenotare il volo AirOne.
Pur avendo fatto tutto con largo anticipo, l’orario del volo di ritorno mi è stato spostato due volte: prima dalle 12 alle 18, senza possibilità di rimborso totale perché devono esserci almeno cinque ore di differenza tra il primo orario e il secondo, e dalle 18 alle 13, a un orario in cui non sono previsti voli della compagnia, ma tant’è.

Fatti. Sabato, circa un’ora prima dell’imbarco: al check in di AirOne c’è una coda chilometrica, sembra il classico esodo estivo verso sud, con valigie su valigie e famiglie intere, dal nipotino di pochi mesi alla nonna. Mi stupisco, poi penso che forse stanno partendo in vista del 1° novembre.

Si prospetta un ritardo: volo previsto in un primo momento alle 15, poi alle 16. A causa dell’eruzione dell’Etna e delle piste da pulire, infatti, all’aeroporto di Catania vengono fatti atterrare meno aerei. Una rottura, certo, ma mantengo la calma e resto ottimista: l’importante, per me, è arrivare, possibilmente a orario di aperitivo/cena/serata. Cerco di non sentire le voci catastrofiche e pessimiste che paventano un atterraggio a Palermo o Trapani: per me, col poco tempo che ho a disposizione in terra sicula, sarebbe un dramma. Lo stesso ritardo è comunque previsto anche per il volo Meridiana.

Poco dopo le 16, cambia qualcosa: noi non siamo chiamati per l’imbarco, i passeggeri di Meridiana sì. Intanto, il nostro volo viene posticipato alle 19. Scattano le lamentele: ecco, prima Meridiana! Ma com’è possibile che appena cinque minuti di differenza nell’orario di partenza originario si trasformino in tre ore? Siccome, però, l’importante, un po’ per tutti, è partire, ci si tranquillizza, ridendo pure perché un passeggero viene chiamato più e più volte all’imbarco Meridiana invano e ci si propone per partire al suo posto. Sto calma, mi dico che, anche arrivando intorno alle 21, avrei ancora tutta la serata da passare coi miei amici.

Dopo le 17, più verso le 18, la mitica parola, per la prima volta in tutte quelle ora pronunciata e non semplicemente riportata in silenzio sullo schermo degli orari di partenza: “CANCELLATO”.

Come come come? Volo cancellato?!? E perché mai? La massa, giustamente, si scalda e invoca a gran voce una spiegazione plausibile, anche perché tutto ciò che ha saputo finora è stato frutto di un passaparola da chi ha chiesto informazioni specifiche, non di comunicazioni ufficiali messe a disposizione di tutti.
Insomma, nel delirio crescente salta fuori che, quando c’era la possibilità di partire, poco dopo le 16 Meridiana era pronta; AirOne no perché l’equipaggio aveva superato il massimo di ore di lavoro continuative (non so se possano volare, al di là di AirOne, in generale, ma tant’è). Sulla decisione di cancellare il volo, invece, motivazioni non pervenute.
Comunque, zero soluzioni e zero alternative: il volo dopo, alle 21.10, è già pieno. Come ho già scritto, però, in attesa, da ore, c’era davvero un sacco di gente.

Niente da fare, pare che non ci sia possibilità di partire fino al giorno dopo.
Cerco di riprendermi dal fatto che non sarei partita per Catania, non avrei visto i miei amici, non avrei fatto il bagno in mare a fine ottobre, non avrei potuto recuperare un sabato perso in aeroporto e non avrei trovato alternative valide per correggere un weekend storto – e già mi ci son dovuta mettere d’impegno – e di capire cosa stia succedendo. Come il resto della massa, incazzata, che pretende giustamente di parlare con un responsabile.

Il trattamento si rivela esemplare: nessun responsabile – “si è dato latitante”, mi ha poi detto con tono ipercritico la persona che mi ha risposto al call center – e un dipendente Sagat (spa che gestisce l’aeroporto di Torino) che indica semplicemente da che parte andare per recuperare i bagagli, aggiungendo: “Chi ha il biglietto Alitalia, può recarsi al banco sotto; chi ha il biglietto AirOne, deve chiamare il call center”. Peccato che, al call center, non sappiano nulla. A un certo punto, pressato, il dipendente Sagat riesce anche a dire: “Eh, ma se comprate biglietti da una low cost…”. A parte la gravità inaudita delle sue parole, non è che proprio AirOne abbia prezzi da low cost, senza contare che in tanti, lì, hanno biglietti pagati anche 200 euro. Non proprio un regalo.

La massa s’incazza ancora di più, con anziani che non si capacitano di dover chiamare un call center senza sapere che responso avrebbero ricevuto e persone in difficoltà perché dovevano assolutamente partire (pare che un passeggero, medico, avesse un’operazione programmata).
Tanto, si capisce presto come non ci sia nulla da fare: nessun aiuto di nessun tipo, nessun pensiero per chi avrebbe dovuto passare un’altra notte a Torino, NIENTE. Io ho perso il weekend, ma chi doveva partire per motivi più seri? È rimasto a terra uguale.

Alla fine, faccio sbollire la rabbia e chiamo il call center (a strapagamento), temendo che mi rimborsino solo il volo di andata. La persona che mi risponde, penso una responsabile, mi dice che mi avrebbero rimborsato tutto (probabilmente si sono accorti di aver pisciato troppo fuori dal vaso, sto giro): a un mio commento, risponde con rabbia pure lei che ha dovuto prendere in mano la situazione vista la latitanza del responsabile. Spendo 15 euro per 10 minuti di telefonata, ma dovrei avere il rimborso.
Un weekend perso e tanta rabbia, perché continuiamo a mettere soldi nostri per salvare Alitalia e questo è il risultato.
In più, mi hanno cambiato due volte l’orario del volo di ritorno: speravo che non fosse la prassi, ma invece lo è. Ho parlato con persone a cui hanno cambiato orari anche quattro volte e lo fanno sistematicamente.

Peccato, temevo Alitalia e facevo bene. Mi spiace, perché io, se posso, con loro non volerò mai più, a costo di pagare qualcosa in più, ma di avere un minimo di sicurezza. Ahimé, ci sarà sempre qualcuno che, per motivi di lavoro o personali, dovrà affidarsi a sta compagnia.
Perché la verità è una sola: i dipendenti ne possono poco o nulla, ma son sempre i primi a pagare la crisi infinita di una compagnia ormai solo inutile e dannosa. I vertici, quelli, continuano a stare lì e a rimpinzarsi alla facciazza nostra. Il pesce puzza sempre dalla testa: nel caso di Alitalia, ormai il tanfo è insostenibile.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: