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Carmele da ricordare e democristiani da dimenticare

aprile 18, 2013

Esilio, s.m., dal lat. exilium, der. da exul, esule, che secondo l’etimo classico era composto da ex, fuori, e solum, terra – 1. Pena limitativa della libertà personale, che consiste nell’allontanamento del cittadino dalla patria. Il termine può anche indicare il volontario abbandono della patria. Oggi, questa pena forse esiste, in nuove forme, per i fuoriusciti dalle dittature, dai paesi in guerra, dai paesi troppo poveri – dai paesi che non offrono possibilità ai giovani brillanti; 2. estens. Lo stare lontano dal luogo desiderato o dalla propria abituale residenza, in genere, lontananza, assenza; vita ritirata e solitaria.

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Una sola parola: MARINI. Suicidio piddì (era ancora vivo, allora?). E se io, da italiana, volessi vivere e magari ardire anche a voler vivere decentemente? Risposta non pervenuta. A meno di accettare la lurida ricetta democristiana.
Esilio significa allontanamento dalla patria o dal luogo desiderato. In questo momento, mi ritrovo in patria, ma mi sento lontana dal luogo desiderato. Posso dirmi esiliata in patria?
Due cosette, così:
suggerita da un’amica: Vi ricordate quel diciotto aprile
riflessione di Christian Raimo: Quei giorni perduti a rincorrere il centro

Fatti, notizie

Io so’ Carmela

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È uscito Io so’ Carmela, edizioni BeccoGiallo, libro a fumetti basato sul diario di Carmela Cirella. Carmela ha 13 anni quando, il 15 aprile 2007, si getta dal settimo piano a Taranto. Come scrive Giulio Foschini su Repubblica di ieri (l’articolo è disponibile nell’archivio sul sito), qualche mese prima, tre volte in quattro giorni, era stata stuprata da cinque persone diverse: due minorenni e tre maggiorenni. I due minorenni hanno ammesso il rapporto sessuale, all’epoca avevano quasi 17 anni, Carmela 12. Il tribunale ha deciso che per loro la pena giusta fosse la “messa alla prova”. I tre maggiorenni, invece, hanno ancora il processo in corso: la prossima udienza è fissata il 21 giugno, l’ultima il 12 luglio. Poi la sentenza. Come prova, ora, c’è il diario.

È arrivato il momento di rompere il silenzio e raccontare come è stata gestita la vicenda di nostra figlia, di come le istituzioni l’hanno trattata prima e dopo la sua morte. Sperando che serva a smuovere le coscienze di chi resta inerme di fronte a queste ingiustizie, indegne di un paese che continua a definirsi democratico e civile
Alfonso Frassanito, papà di Carmela

Il libro è realizzato in collaborazione con l’associazione Io so’ Carmela fondata dal padre.
Farà malissimo. Che lo leggano in tant*. La foto a inizio post è tratta dal libro.

Giornalista sono e giornalista resto

I grillini han fatto il suo nome per il Quirinale. Lei ci ha pensato, ma, come Gino Strada, ha preferito continuare a fare ciò che fa.
Milena Gabanelli spiega sul Corriere.it le sue ragioni: “Il mio mestiere è quello di presentare i fatti, far riflettere i cittadini e spronarli anche ad agire in prima persona. Ma quell’agire in prima persona è tanto più efficace quanto più si realizza attraverso le cose che ognuno di noi sa fare al meglio”.
Una giornalista come te ci sarebbe mancata e non poco, in effetti.

Pensieri e idee

Quando non sai se è peggio il “ci sei” o il “ci fai”.
Continuo a non capacitarmi di certi livelli di incapacità. Scene da classica domanda “Ma ci sei o ci fai?”. Continuo a basirmi.

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